UN ERRORE DEI CORTINESI CHE CI RAFFORZA ULTERIORMENTE

UDC

Ho riascoltato con attenzione il dibattito che c’è stato tra me e Giovanni Alverà, il direttore della Scuola di Sci Cortina, sulla disputa inerente alla prima scuola di sci riconosciuta dalla Federazione.

Io ho contestato il primato vantato dalla scuola cortinese, che risulta risalire al dicembre 1933, a seguito della costituzione della stessa scuola “con atto notarile”, così come incominciò a richiedere la F.I.S.I. (Federazione Italiana Sport Invernali), nata in quello stesso anno a seguito della riorganizzazione della stessa federazione nazionale che fino al quel momento si chiamava F.I.S. (Federazione Italiana dello Sci). Mentre a Roccaraso fin dal 1931 operava la SCUOLA TECNICA DELLO SCI fondata dai cortinesi fratelli Ferdinando e Renato Valle e Paolino Pompanin, “l’unica riconosciuta in Italia dalla F.I.S”, così come si evince da un articolo della Gazzetta dello Sport del 22 marzo 1933. Situazione ribadita dallo stesso Renato Valle in una intervista rilasciata alla rivista Neve Sport n. 14 del 1983.

Ebbene, per essere più precisi e per rendere noto a chi non ha avuto la possibilità di discernere sull’argomento, dato l’accavallarsi veloce delle argomentazioni, o a chi non ascoltato il dibattito radiofonico provocato e moderato in maniera ironica dai conduttori Pierfrancesco Diliberto in arte Pif e Michele Astori nella loro trasmissione I Provinciali, in onda giovedì 18 gennaio scorso, trascrivo la parte che mi ha lasciato sorpreso:

CONDUTTORI: Ma lì c’è la Gazzetta dello Sport. E davanti all’articolo della Gazzetta dello Sport, la Bibbia dello sport cosa risponde?

ALVERÀ: Eh! Davanti la Bibbia, la Bibbia che ho visto io c’era sul Corriere delle Alpi, era una gara di sci fatta a Roma. Non era…

CONDUTTORI: Ah! Però parla di una scuola di Roccaraso.

ALVERÀ: Non parla proprio di scuola, ma di maestri che fanno della scuola di sci. Anche a Cortina già nel 1901 c’erano delle guide alpine che insegnavano a sciare.

CONDUTTORI: Roccaraso dice che c’è un articolo della Gazzetta dello Sport che parla di scuola già nel ‘31. Cortina risponde no, non parla di scuola, ma di maestri che insegnano.

La prima cosa da rilevare è che a Roma non ci fu nessuna gara di sci.

Ma a questo punto scaturisce evidente la riflessione che mi spinge ad affermare che il direttore Alverà o non ha letto con attenzione l’articolo apparso sul quotidiano veneto Il Corriere delle Alpi, il quale riporta le mie contestazioni pubblicate originariamente sul quotidiano abruzzese Il Centro, o è stato scaltro travisando quella che è la storia racchiusa, appunto, in quell’articoletto della Gazzetta dello Sport di marzo 1933, “la Bibbia dello sport “ che così testualmente e chiaramente cita: <<Reduci da Roccaraso ove dirigevano la “Scuola Tecnica di Sci”, l’unica in Italia riconosciuta dalla F.I.S., sono giunti a Roma i fratelli Ferdinando (a destra) Renato Valle (a sinistra) e Paolino Pompanin (al centro) ospiti dello Sci Club Audacius>>.

Mi confermi direttore Alverà dove c’è scritto “Non parla proprio di scuola, ma di maestri che fanno della scuola di sci”.

Il giornalista della Gazzetta scrive categoricamente: …ove dirigevano la Scuola Tecnica di Sci.

Direttore, abbi pazienza nel 1931 eravamo in presenza di una scuola, altro che chiacchiere campate in aria!

E poi vorrei qui fare una riflessione che rivolgo a lei e a tutti i lettori: ipotizziamo il record olimpico di un atleta sancito col cronometro a mano e che consente di conferire allo stesso la medaglia d’oro. Record che resiste negli anni fino a giungere in quello in cui un altro atleta lo eguaglia, ma con il cronometro elettronico e perciò riceve anch’egli la medaglia d’oro. Nell’albo di quella disciplina il record risulta attribuito a tutti e due gli atleti, mica si ricorda solo il secondo, perché siglato dal cronometro elettronico, che si potrebbe paragonare all’atto notarile evocato.

Lo stesso discorso vale per la vertenza in atto, ma con una bella differenza qui il record è unico e “irripetibile” perché risale a due anni prima e appartiene unicamente alla SCUOLA TECNICA DI SCI di Roccaraso. Fu sancito dalla F.I.S. che è la stessa federazione nazionale esistente fin dal 1908 e operante fino ad oggi senza soluzione di continuità.

Caro direttore, cari maestri di sci della Scuola di Sci di Cortina, cari amici cortinesi, dovete farvene una ragione, purtroppo! Ma c’è una bella consolazione che a noi ci riempie solamente di gioia e di rispetto per la Regina delle Dolomiti: quella scuola fu aperta a Roccaraso manco a farlo apposta da tre cortinesi, giunti fin quaggiù per perfezionare l’insegnamento dello sci su queste nevi.

Una bella storia, che ve ne pare?

Questo signore ci ha scritto un libro con questo titolo

"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

ROCCARASO KAPUTT!

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