Un bambino non si delude mai

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Incontro con l’autore. E così metà ottobre sono andato a raccontare la mia fiaba “Il profumo della neve antica” agli scolari delle classi quarta e quinta delle scuole elementari di Sant’Omero e Garrufo in provincia di Teramo. Alla fine del racconto si è avvicinato un bambino e mi ha posto davanti un foglio dicendo: Lo leggi e mi dici che te ne pare? Nel trambusto generale gli ho risposto: Lo porto con me, lo leggo a casa e ti scrivo una lettera per dirti cosa ne penso, adesso devo lasciarvi. Samuele c’è rimasto un po’ male, però non ha insistito e guardandomi negli occhi mi ha fatto capire che non dovevo deluderlo. Così mi ha girato le spalle e si è mischiato tra gli altri bambini. 

Gli ho risposto così.

Roccaraso, primo dicembre 2015

Caro Samuele,

non mi sono scordato di te, perché il foglio con il piccolo dialogo che mi consegnasti quando venni a Sant’Omero l’ho conservato. Soltanto una serie di vicissitudini di vario tipo mi hanno impedito di risponderti tempestivamente. Non ti nascondo che per un certo periodo il tuo foglio di quaderno è finito sotto altri fogli e quindi non vedendolo mi sono dimenticato, ma solo temporaneamente, di adempiere all’impegno che assunsi quel giorno nella tua classe.

Mi chiedesti di dirti cosa ne pensassi della tua fantasia trascritta su questo foglio, forse nascondendo dietro alla tua curiosità una più intrigante, che riassumo in questa domanda che faccio mia: Uno che scrive così può diventare uno scrittore?

A bruciapelo ti rispondo immediatamente: si.

Però devo aggiungere, che al di là della capacità di scrivere correttamente in italiano e tu lo hai dimostrato, prima di arrivare a scrivere un racconto, piccolo o grande che sia, devi sognare e sognare significa fantasticare. Ma non è sufficiente, perché tutto dipende dalla curiosità che tu riversi quotidianamente nelle cose che fai e che osservi. Immagazzinare nel cervello anche il più insignificante movimento di un qualcosa, di come accade, anche perché una foglia cadendo è indirizzata dal vento in una certa maniera, è importante per sviluppare la fantasia che è sostenuta da un sogno. Cioè di voler scrivere seriamente e completamente qualcosa che rappresenti il tuo desiderio.

Poi mi viene in mente, leggendo il tuo piccolo e ben scritto dialogo, che l’arte della scrittura, potrebbe sfociare addirittura nella sceneggiatura. E perché no: Samuele che scrive la sceneggiatura di un film o solo, magari, di un testo che rappresenta il vortice di foglie al vento che parlano tra di loro, oppure e qui mi è più congeniale, perché vivo tra i monti, i fiocchi di neve proiettati qua e la dalla Tramontana e che a mala pena riescono a salutarsi mentre finiscono distanti tra loro.

Quindi, forza e coraggio, continua a divertirti così, come hai fatto scrivendo questa paginetta che conservo tra le mie cose. E si, perché, devi sapere una cosa molto importante: le cose più belle e significative si compiono attraverso una grossa dose di divertimento. Il divertimento impresso nelle cose che facciamo nella nostra vita è il motore di ogni cosa ben riuscita, anche a costo di sacrificarsi tanto. Ma in questo caso ciò che ne viene fuori diventa sublime.

Però, in fondo, sono contento di averti scritto solo oggi e sai perché? Perché siamo vicini al Natale e quindi posso cogliere l’occasione per farti gli auguri, che devi trasmettere anche alla tua famiglia, ai tuoi compagni di classe, ai tuoi insegnanti.

E, mi raccomando, si ti trovi a passare per Roccaraso cercami, non ti sarà difficile trovarmi, al centro c’è il mio amico Franco, l’orafo delle Pulsatille, chiedi a lui e ti risolverà il problema, non ti dico che ti offrirò un caffè, ma un bel bicchiere di Coca Cola sicuramente si.

Ugo Del Castello

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"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

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