Roccaraso nel cuore, Roccaraso torni ad essere accogliente. Pur qualcuno deve dare il “la”.

AddioGiovinezza

Contrariamente alle dichiarazioni finte, altisonanti e insignificanti, sullo stato di salute della nostra località degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, Roccaraso non riscuote più il dovuto e necessario successo di immagine e quindi di frequenza turistica. Roccaraso non ha più un accoglienza degna della sua storia. Risulta altresì di vitale importanza l’attuale, frammentato e debole rapporto con le sorelle Rivisondoli, Pescocostanzo e Rocca Pia; situazione questa ancor più preoccupante per il progresso delle coscienze civiche e del benessere economico del comprensorio turistico più esteso della montagna appenninica.

Non sono utili e sono oltremodo dannose, per lo spreco inconsulto di risorse pubbliche, le inconsistenti attività sostenute e propagandate dagli attuali vertici politici locali. Inoltre, è proprio il caso di affermare senza ombra di dubbio e sulla scorta degli avvenimenti degli ultimi anni, che addirittura Roccaraso non è stata neppure venduta al miglior offerente; Roccaraso è stata colpevolmente soggiogata, per varie ragioni, alle occulte e anestetizzanti volontà di soggetti che avrebbero dovuto avere almeno il minimo rispetto della sua storia e della momentanea crisi spirituale che attanaglia ormai da troppo tempo la sua comunità. Roccaraso è stata costretta a girare le spalle alla famiglia il cui cognome può essere sintetizzato nell’acronimo “AMA” e alla quale appartiene di diritto e per dovere.

Le strade da percorrere sono sicuramente altre, tutte da inventare o da scoprire e il percorso per risalire la china ritengo sia lungo e faticoso; una china disastrata da molteplici interventi, inconcludenti e per di più dannosi alle finanze pubbliche che hanno smarrito perfino la storica caratteristica di sicura liquidità. Emblematici sono stati l’impianto di triturazione dei rifiuti solidi urbani, canzoni e canzonette in ogni dove e ospitalità gratuite che non hanno nulla a che vedere con una di ben altro spessore, invocata, ottenuta sapientemente e sostenuta dall’intera comunità roccolana per il ritiro della Nazionale Italiana di Calcio in occasione dei Campionati mondiali di calcio del 1986 in Messico.

L’immagine più complessiva di questa località turistica centenaria risulta svilita, mortificata e priva di ogni capacità di penetrazione dell’immaginario del turista.

Ci vorrà molta fantasia, supportata da un sogno che non è inarrivabile, forse è più facilmente realizzabile di quanto si possa immaginare. Una cosa è certa e molto tempo trascorso ce lo ha insegnato: non può più esistere un uomo solo al comando, ancorché le vigenti leggi elettorali prevedano l’elezione diretta del primo cittadino. Deve “finalmente” formarsi e crescere con sapienza, impegno e abnegazione verso il comune benessere, una classe politica che fino ad oggi non ha quasi mai agito all’insegna del cosiddetto “gioco di squadra”. Abbiamo solo assistito col trascorrere del tempo al gioco più o meno visibile, costante e vincolante di ricatti per il proprio personale interesse o di quelli di singoli gruppi. Alcuni cittadini sono stati e vengono ripetutamente sostenuti, altri sono stati e vengono mortificati nelle loro legittime capacità e aspirazioni. E se è vero che questa è una località turistica, ognuno dovrebbe avere la capacità di rendersi conto di quanto queste situazioni abbiano influito nello sviluppo ordinato e corretto dell’attività di ospitalità.

Pertanto, auspico e sarei felice di aderire ad una affascinante ed indispensabile, nonché inderogabile iniziativa, che coinvolga tutti quei roccolani che hanno a cuore il ritorno di Roccaraso al suo ruolo coinvolgente dell’attività di ospitalità rivolta ad una costante e cospicua frequenza turistica di questa parte della montagna appenninica. Iniziativa che non può prescindere, nella fase immediatamente successiva, dalla ricerca di tutti quei rapporti con Rivisondoli, Pescocostanzo e Rocca Pia, necessari a formare quell’offerta turistica integrata tanto invocata per il recupero e il consolidamento della nostra economia.

E’ appena il caso di affermare: giù le mani da Roccaraso, questo paese è dei roccolani e i roccolani sono gli abitanti insieme a quelli di Rivisondoli, Pescocostanzo e Rocca Pia di una porzione di territorio abruzzese ben delineato e denominato Altopiani Maggiori d’Abruzzo. Francesco Sabatini docet.

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ROCCARASO KAPUTT!

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