Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini

stele

Quello che non hanno fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini e qui ca��A? poco da girarci intorno alla nota a�?pasquinataa�?, cioA? la frase con cui monsignor Carlo Castelli, ambasciatore del Duca Di Mantova, redarguA� sonoramente il Papa Urbano VIII reo di aver fatto asportare e fondere le travature bronzee del pronao del Pantheon per costruire il baldacchino di San Pietro e i cannoni per Castel Santa��Angelo.

Qui i barbari nella��autunno del 1943 furono i genieri dei paracadutisti tedeschi, che ridussero in macerie Roccaraso, compreso il bel teatro del 1798 e lo sconsiderato uso delle lame dello spartineve, grande o piccolo che sia stato e malamente indirizzate, possono sicuramente attribuirsi ai nostri a�?Barberinia�?.

Nel dopo guerra molte cose sono scomparse ricoperte di terra sotto la��attuale villetta che sovrasta il Torrente Rasine, altre furono salvate e rivalorizzate, come i cornicioni con una lunga frase scritta in latino e posti a cinta di quel teatro, per ricordare ai posteri i due munifici coniugi nobili, barone Donato Berardino Angeloni e sua moglie Agata Florini. Le pietre scritte, che non erano esplose insieme con il tritolo dei barbari tedeschi, furono raccolte a formare la base di una piccola stele con croce su un antico stemma di Roccaraso. Il punto preciso fu individuato ai margini della villetta dove oggi A? posizionato la��ingresso del piccolo auditorium della��edificio scolastico. Poi, in previsione dei lavori della struttura, furono smontate con diligenza e riposizionate alla stessa maniera nella rotonda affianco alla Chiesa Madre.

Oggi sono lA�, inermi e durante la��inverno hanno subito una violenza inaudita. Grondano ancora sangue e i brandelli di carne giacciono ai piedi della stele per gridare vendetta. Li ho uditi, ho ascoltato la voce del barone e di sua moglie provenire non so da dove, forse dalla cripta posta sotto la cappella della chiesa di San Rocco.

La tenera pietra dei cornicioni che aveva resistito alla barbarica dinamite ha ceduto oggi alla lama da��acciaio di uno spartineve. Non oso pensare al momento della fenditura, quanto siano stati dilanianti gli urli di dolore soffocati sotto la neve ammassata e compressa contro quel parallelepipedo ricco di storia; la nostra storia!

Sono certo che anche la��angelo, che dalla��alto del tettuccio della porta della Canonica guarda quel balcone sopra il Torrente Rasine, abbia gridato al folle gesto e pianto. Tanto.

Barbaro e Barberino A? stato la��autore. Meriterebbe di essere legato nudo a quella stele. A vita.

Bactefort

E qui mi fermo per pietA� cristiana.

"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

ROCCARASO KAPUTT!

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