Il secondo libro, quello della famiglia reale nei nostri paesi, sulle nostre nevi

Il giornalista del TG la7 ha scritto per il mio libro:

Roccaraso – La stagione della neve 

Se le radici culturali di un paese si misurano dalla propria memoria storica, quelle di  Roccaraso dimostrano ogni giorno di più la loro straordinaria vitalità. Ci si potrebbe spingere, ad esempio, nel raccontare di uno dei primi teatri d’Italia che sorse proprio a Roccaraso di due secoli fa, e molti sarebbero d’accordo nel sottolineare i valori culturali di questa località di montagna che ai più è nota soprattutto per la neve e gli sport invernali. Ma c’è dipiù, come dimostrano le pagine che seguono. Pagine inedite che superano l’immagine oleografica di  un paese e si trasformano in un prezioso mosaico di testimonianze sulla vita di  Roccaraso.

Quassù sulla “rocca” sorta sul fiume Rasine, per un singolare scherzo del destino, la storia ha lasciato tracce indelebili di una vicenda che ha inizio nei primi anni del ‘900. “La stagione della neve” diventa così a tutti gli effetti un “titolo-prologo” che introduce questo racconto i cui protagonisti sono i Savoia, la monarchia d’Italia, e gli abitanti della Roccaraso di allora.

La ricostruzione minuziosa di quegli anni, acquisita con tenacia e caparbietà, come impone il carattere dei veri montanari, da Ugo Del Castello, ha riportato così alla luce episodi e momenti inediti della presenza dei reali in questo angolo d’Abruzzo.

“Ugo Del Castello è un uomo che ama Roccaraso e dintorni con toccante passione”, così lo ha definito Rolly Marchi in un articolo sulla sua rivista La Buona Neve, e mai commento fu più appropriato per il fatto che proprio la passione, suo potente motore, lo ha portato alla realizzazione di questo volume. Dopo aver ricostruito il precedenza la storia della “slittovia” di Roccaraso, primo passo dell’era moderna degli impianti di risalita, Ugo Del Castello ha voluto cimentarsi in un lavoro più impegnativo: portare alla luce la presenza dei Savoia proprio nel suo paese, svelando circostanze e particolari di una inedita Roccaraso.

Dell’esilio di Casa Savoia, durato oltre mezzo secolo, si è discusso in modo appassionato in questi anni. Oggi come allora, dopo il referendum del ’46, l’opinione pubblica si è schierata: i nostalgici da un lato, i critici dal lato opposto e fra loro un buon numero di indifferenti. Quale giudizio si può attribuire dunque a un lavoro come questo che si occupa proprio dei Savoia? Il tempo, si dice, è la cura migliore per lenire vecchie ferite. Sarebbe allora opportuno mettere da parte critiche o pregiudizi e raccogliere con attenta partecipazione la casuale tempestività con la quale questo volume viene pubblicato.

Scopriremmo così alcune pagine di un racconto ricostruito anche attraverso testimonianze dirette e grazie alle quali il lettore può conoscere un volto inedito dei Savoia, più familiare e meno patinato. Come ad esempio la rievocazione delle vacanze roccolane della principessa Giovanna o del principe Umberto appassionati di sci, della montagna, curiosi di scoprire le bellezze naturali dei piccoli borghi dell’Altopiano delle Cinquemiglia. C’è il resoconto dei momenti istituzionali o di quelli che ricordano come il paese viveva l’arrivo della famiglia reale.

In molte pagine troviamo particolari insoliti, quasi inaspettati, che aiutano a capire il senso di questa “stagione della neve”. Si parla infatti non solo dei Savoia, ma anche del mondo che li circondava. Lo sport con attività agonistiche di primo piano. Il turismo con le presenze sempre più numerose, anche di stranieri, a far da cornice ad una vita sociale che esprime fra l’altro un certo dinamismo imprenditoriale. Roccaraso è meta infatti di un buon numero di appassionati che in modo del tutto pionieristico, proprio come i Savoia, raggiungono il paese. Si arriva con il treno dopo un viaggio lungo ed avventuroso, nel paese e dintorni ci si sposta a cavallo o con le slitte. Ma ci sono anche gli audaci che d’estate arrivano con i biplani su una pista d’atterraggio costruita a Pescocostanzo. E’ un mondo fatto di semplicità, ma anche di rispetto morale, è una società dove i valligiani difendono con orgoglio le tradizioni e sviluppano nuove iniziative. C’è chi scommette sul futuro dell’industria dell’ospitalità, come il piemontese Leandro Zamboni, del quale scopriamo la  sua esemplare vicenda di emigrato dal nord al sud.

E’ dunque in questo contesto che la storia dei Savoia si intreccia con la vita di Roccaraso regalandoci attraverso queste pagine un inedito quadro d’insieme. Ma la storia ha il suo brusco, drammatico, epilogo. La guerra spezza quella linea continua fatta di attese e di speranze. Si chiude così per il paese la “stagione della neve” mentre si apre un nuovo capitolo, triste ed oscuro che coincide con la fase culminante dell’occupazione tedesca in Italia. Non sarà questo l’ultimo capitolo, perché la storia di Roccaraso, vivrà nel dopoguerra nuova linfa e nuovi entusiasmi.

Un’ultima considerazione a piè pagina: accingersi alla lettura di questo volume vuol dire anche, riscoprire l’orgoglio per una montagna che appartiene non solo ai roccolani. Ma anche a coloro che amano con curiosità e passione un paese che cela ancora tante altre storie e molta umanità.

Stefano Buccafusca, 2003

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