PERCHÉ NON TI HANNO LASCIATO TRA DI NOI ?

Don01

Era il 29 agosto del 2014 e in quel tardo pomeriggio il Vescovo ci disse solennemente che tu eri diventato il nostro nuovo parroco.

Quella tua possente stazza sovrastata da un volto di poco più che un ragazzo mi rincuorò, oltre che rendermi felice. Pensai: questa è la volta buona, un giovane come quel giovane che Roccaraso conobbe in quel lontano 1946 e che restò tra di noi fino al termine degli anni ’70 e che tanto fece per la nostra chiesa e per la formazione dei nostri ragazzi, me compreso. Don Edmondo.

Caro Don Domenico le tue prime parole, semplici ed efficaci mi piacquero e in seguito mi sei piaciuto sempre più, anche se, e non per colpa tua, sei stato tra di noi in maniera più “leggera”. La residenza che ti assegnarono fu Castel di Sangro ed è stata questa la ragione forse perché non abbiamo potuto apprezzare fino in fondo il peso del tuo insegnamento, che secondo me sarebbe stato prezioso e formativo nel corso degli anni. Roccaraso ne avrebbe avuto tanto bisogno, dopo tanti anni trascorsi con continui cambiamenti. Ecco, se il Vescovo così presto voleva apportare un cambiamento questo sarebbe dovuto essere di trasferirti completamente tra di noi. Tu avresti dovuto vivere pienamente a Roccaraso, questo paese ne ha tanto bisogno. Questa nostra Chiesa ha la necessità di tornare con tanta pazienza ad essere una comunità vera, unita e sinceramente religiosa e Cristiana. Tu dovevi essere il collante e hai tutto il peso per esserlo con la forza e la semplicità che caratterizza il tuo sacerdozio. Roccaraso ha bisogno di semplicità in tutte le sue più intime espressione di vita e tu saresti stato la persona giusta per ricondurla alla normalità. Ma la logica che sta alla base del tuo prematuro trasferimento e che non conosciamo non ha saputo tenere conto di tutto ciò. Mi dispiace sinceramente e credo che dispiaccia ad ogni roccolano. Al punto che mentre sto scrivendo di getto queste mie riflessioni, diverse persone sono in riunione per tentare di fare qualcosa affinché il Signore ci metta mano. E sì, perché credo che solo un miracolo possa farti restare tra di noi e magari a tempo pieno e anche per diversi anni. Un miracolo e sappiamo quanto i miracoli siano semplicemente tali.

Io credo che ti abbiamo perso irrimediabilmente. Le decisioni sono irrevocabili.

Non so chi ti sostituirà. Ma se il nuovo parroco dovesse per caso leggere queste mie parole non deve pensare che non lo vogliamo, del resto non sappiamo chi sia. Egli deve capire che ci eravamo abituati al tuo fanciullesco faccione e volevamo compiere un lungo percorso con te, perché recuperare le nostre anime, perse in un caos indescrivibile, era ormai un obiettivo che tu avevi bene inquadrato. L’ho compreso appieno scambiando quattro chiacchiere con te. Avevi solo bisogno di tempo e sono fermamente convinto che ci saresti riuscito. La Roccaraso odierna non è cosa facile da governare e ripartire dall’animo delle persone è cosa fondamentale e indispensabile. Io sono convinto che tu saresti stato il prete giusto per esercitare questa complicata missione. Il Vescovo doveva darti più tempo.

È cosa fatta e perciò cristianamente dobbiamo accettare questa ulteriore novità a distanza di soli tre anni.

Sia il benvenuto il nuovo parroco, ma il tuo simpatico faccione, il tuo autorevole peso, sono certo ci mancherà. Tantissimo. Grazie.

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