Non ci dormo di notte

Rolly

Credo che ce la��abbia messa lui la mano per indicare il mio indirizzo, scritto non so dove, cui inviare una copia del primo numero della bella rivista PAGANELLA DOLOMITI Magazine. Si proprio lui, Rolly Marchi. Lo ha fatto da lassA?, dove A? salito irrimediabilmente un poa�� piA? di un anno fa.

La Paganella, in Trentino, dove Rolly imparA? a sciare e a scalare le montagne e che montagne! Tra il cielo e le Dolomiti del Brenta. Quel cielo azzurro che Rolly, abbarbicato a una roccia in attesa del nuovo giorno per continuare la��arrampicata, ha guardato stupito e ancor piA? stupito di notte, quando era di un blu infinito. A lui, ancora in vita, qualche anno fa quelli della Paganella dedicarono il Campo scuola da sci per bambini. I suoi bambini, i suoi topolini, quelli del a�?Trofeo Topolinoa�? che su quella��Altopiano ideA? tanti anni fa e che porta i nomi altisonanti dei vincitori, come Gustavo ThA�ni o Marc Girardelli. Non poteva essere altrimenti, un tributo di affetto e di riconoscenza ad un uomo che fu la a�?montagna italiana viventea�?. Chi ci va dice: a�?Andiamo a sciare dal Rollya�?.

Ea�� a pagina 56 della nuova rivista che il direttore celebra Rolly, inevitabile, doveroso, non poteva essere altrimenti ricordarlo al numero 01/14, il primo.

Ho sfogliato con interesse e curiositA� la rivista a tiratura semestrale, il numero invernale A? pieno di neve, sulle montagne, sulla roccia viva, sugli abeti, sui tetti dei rifugi, appiccicata per il freddo intenso sui piloni degli impianti di risalita, sulle piste. E su quelle piste le pagine che si susseguono, con immagini spettacolari, mostrano la squadra americana di sci Alpino di Ted Ligety in allenamento alcuni anni fa; oggi sostituita da quella norvegese di Aksel Lund Svindal. Piste mondiali. Per sciatori mondiali.

E poi le tradizioni.

E poi la gastronomia.

E poi la��ospitalitA� a 360A�.

E poi la natura.

E poi gli sponsor, di prestigio.

E si perchA� una localitA� famosa, una localitA� ben organizzata, una localitA� lungimirante, ha sponsor di prestigio; perchA� per loro significa esaltare i propri prodotti.

Ma dietro a tutto ciA? ci sono gli uomini. Uomini validi, uomini capaci di scrivere e pubblicare il loro operato attraverso una rivista, per dire allo sciatore, allo scalatore, alla��escursionista, sicuramente per questi in maniera mirabile nel prossimo numero estivo, noi siamo cosA�, noi siamo fatti cosA�, venite a trovarci, non Bactefort sarete degli ospiti, sarete come noi, vi troverete bene con noi, vivrete in montagna come i montanari. E gli sciatori, i turisti, gli scalatori, gli escursionisti, vogliono andare in un luogo e sentirsi parte di quel luogo, vogliono conoscerlo, vogliono conoscere la sua storia.

E Paganella Dolomiti Magazine glielo racconta in anteprima, come biglietto da��invito.

Non devo aggiungere altro.

Chi mi conosce sa a cosa mi riferisco, a chi mi riferisco, siano essi pubblici amministratori o operatori economici.

Avete qualche dubbio a chi mi riferisco? Ve lo tolgo immediatamente: A quelli di quaggiA?, senza ombra di dubbio. A chi non sa far conoscere chi siamo, dove viviamo, qual A? la nostra storia, quali sono le nostre ricchezze naturalistiche verdi o innevate.

Mi riferisco a chi sperpera denaro pubblico per strimpellate piA? o meno vergognose o piA? o meno costose, non fa differenza, sono solo denari spesi male.

Del resto cosa dobbiamo dire al turista. Che abbiamo qualche decina di kilometri di sentieri perfettamente attrezzati? Che un poa�� dappertutto ci sono rifugi aperti e funzionanti? Che ci sono guide di media montagna che accompagnano gli escursionisti? Che abbiamo un patrimonio architettonico e artistico di prima��ordine?

Che abbiamo pecorini e caciocavalli gustosissimi? Che abbiamo una linea ferroviaria ardita, ferma?

Insomma chi piA? ne ha piA? ne metta.

Dimenticavo: loro hanno consentito di affermare a�?Andiamo a sciare dal Rolly?a�?, per ricordarlo, sempre. Noi non siamo stati capaci di intitolare una delle piA? belle piste da��Italia al grande Leo Gaperl che qui visse gli ultimi venticinque anni della sua vita e consentire di affermare: a�?Andiamo a sciare sulla Direttissima Gasperl?a�?

Io sto dalla parte della Paganella, quella di Rolly Marchi. Quella che si fa leggere su una bella rivista e che mi scombussola la vita al solo pensiero che quaggiA?a��

"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

ROCCARASO KAPUTT!

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