L’immagine di Roccaraso vale “ZERO”

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Ho sempre sostenuto che un comune – ed in particolare quelli turistici, che avendo un numero considerevole di seconde case hanno una buona se non ottima disponibilità di imposta sugli immobili – non debba destinare, ma il termine più esatto è sperperare, neppure una minima parte di essa nell’organizzazione di manifestazioni canore, piccole o grandi che siano. Se poi richiede al turista, che frequenta le attività alberghiere, l’imposta di soggiorno, allora le cose si complicano, se anche questa viene usata per far cantare chicchessia. Ma c’è da aggiungere un’altra e ancor più grave azione di sperpero del denaro pubblico, allor quando una società partecipata addirittura direttamente al 100% dall’ente locale, incassando ottimi introiti dall’attività di gestione degli impianti sportivi, tra l’altro costruiti e di proprietà dell’ente partecipante, dilania la ricchezza accumulata per diffondere soluzioni canore che valgono “ZERO”.

Tutto questo denaro – spesso qualche centinaia di migliaia di euro – dovrebbe restare nelle tasche dei contribuenti, specialmente con le difficoltà odierne.

Ma se proprio si dovessero costringere i proprietari degli immobili a pagare, siano essi residenti e non, siano essi proprietari di terreni edificabili (qui ci sarebbe da riscrivere la Bibbia, ops che dico i PRG) o turisti, allora la ragione dovrebbe essere una sola, quella peraltro fissata dalla stessa norma che consente l’applicazione dell’imposta di soggiorno: spendere quel denaro per investimenti nel campo dell’attività di ospitalità. E non mi dilungo nell’illustrare i benefici che ne deriverebbero, soprattutto nel paese dove vivo e che soffre maledettamente della carenza di servizi turistici, o addirittura avendone qualcuno è stato lasciare andare in malora, con la responsabilità diffusa senza appello per questo o quello degli amministratori che si sono avvicendati fino ad oggi: l’acquafantasy. Relegato a luogo di deposito e distribuzione dei secchi della raccolta differenziata dei rifiuti urbani. 

Poi che succede, apro il quotidiano Italia Oggi di mercoledì 22 luglio e a pagina 6 trovo la conferma di ciò che vado predicando da sempre e che ho sintetizzato poc’anzi. Sintetizzo anche qui: Forza Italia si lamenta del taglio delle entrate locali che deriverebbero dalla futura manovra sull’imposizione immobiliare annunciata da Renzi. Perché. Semplice, perché intravede la necessità, l’obbligo tassativo, per continuare ad assicurare i servizi dovuti, il taglio incondizionato della cosiddetta “spesa allegra”. E qui il cronista tappa la bocca a tutti ricordando il denaro sperperato alcuni anni orsono per un concerto di Elton John che costò alle tasche dei contribuenti la stratosferica somma di circa 800 mila euro.

Ma non basta, la classe politica non è stata capace di cancellare le province o forse avrebbe dovuto cancellare le regioni, mantiene in essere più di ottomila comuni, quando sarebbe necessario intervenire per legge, altrimenti non accadrà mai spontaneamente, visto il piacere incommensurabile del campanile, e accorpare i tutti quelli sotto una determinata dimensione che occupano porzioni omogene di territorio e con interessi economici comuni.

Conclude l’articolo: Forza Italia dovrebbe prendersela per l’assenza di controlli, per la spesa facile, per l’esistenza medesima di tanti enti locali costosi e inutili. Perché non lancia una grande offensiva, se non per azzerare le regioni, almeno per ridurne le spese e lo stesso numero. Lapalissiano, aggiungo. 

Per quanto mi riguarda, per il paese in cui vivo, ho le idee molto chiare, che ho già in parte enunciato a coloro che dovrebbero affiancarmi nella competizione elettorale per il prossimo anno. “Rigirare Roccaraso come un calzino”, questo è l’obiettivo, questo è l’imperativo politico. Questo significa amare il proprio paese. Questo significa “ritorno al futuro”.

 

Buona domenica, soprattutto ai roccolani. E come si dice: riflettete gente, riflettete!

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ROCCARASO KAPUTT!

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