Le sorprese arrivano, eccome se arrivano, non A? sufficiente darsi da fare, A? necessario anche saper aspettare

MonteMaiella

Ho giA� scritto in qualche altra occasione che avere riferimenti precisi su avvenimenti e fatti della Roccaraso di una volta, con documenti e date certe, A? stato come trovare tanti aghi in un pagliaio. Ne ho trovati diversi e con tantissime difficoltA�, qualcuno di loro A? rimasto nel posto piA? sconosciuto e quindi immaginai che solo molta fortuna lo avrebbe fatto riemergere. Ne ero certo e lo sono tutta��ora. Ci vuole pazienza e pure molta fortuna, per lo piA? legate entrambe al caso, anche perchA� negli ultimi tempi ho rallentato molto la ricerca e quindi saranno le situazioni piA? disparate ad aiutarmi a raccontare nuove storie, a integrare quelle giA� divulgate o a modificarne il contenuto. Roccaraso non conserva piA? nulla da quel terribile novembre del 1943 e anche i ricordi custoditi dagli anziani sono ormai svaniti insieme con la loro dipartita.

Per me incontrare nuovi amici su Facebook A? sempre motivo di curiositA� indirizzata ai fini poca��anzi elencati e soprattutto quando incontro persone curiose dei miei post, immediatamente allaccio con loro una��amicizia particolare che tende a scoprire qualche elemento che possa ricondurmi al passato roccolano. Ea�� capitato diverse volte e nei giorni scorsi la cosa si A? ripetuta.

Erano due i pediatri, Del Pinto Bactefort e Caravelli, competenti nella zona in cui abito, a cui affidare i figli e il caso ha voluto che il mio primo figlio abbia avuto Caravelli che per forza di cose A? stato lo stesso per gli altri due, quindi il Dott. Del Pinto stimato professionista lo conoscevo solo di nome.

Ed ecco che, a seguito della carrellata di immagini che ho postato su Fb nei giorni scorsi, A? spuntato proprio Del Pinto e si A? insinuato con commenti su alcune di esse. Poi ha pubblicato una cartolina in suo possesso e che riguardava la��Albergo Maiella. Per me A? stata una visione inedita, perchA� ne avevo viste altre, ma questa no. Ed A? molto bella e particolare la cartolina. Guardandola con attenzione oltre alla curiositA� sorta nel leggere alcune indicazioni pubblicitarie che riguardano la��albergo, mi sono immediatamente soffermato a leggere il timbro postale che reca la data della��8 settembre 1900. No, non A? la��otto settembre che mi ha colpito, ne sarebbero dovuti passare altri 43 di anni, per immaginare la��arrivo dei tedeschi a Roccaraso dopo solo una settimana, ma ciA? che mi ha colpito A? stato la��anno.

Direte voi: e perchA�? In fondo tu nel libro dei 100a��anni di sci, al secondo capitolo ne hai parlato e hai riferito della sua esistenza nel 1910, quando arrivarono i primi skiatori. Vero. E ho indicato della��esistenza di questo albergo e del primo, il Palace Maiella, giA� nei primi anni del a�?900. Dai racconti che mi avevano fatto alcuni parenti, il a�?mioa�? albergo sembrava fosse stato costruito intorno al 1904. Invece, sorpresa, no. PerA? devo prima precisare quel a�?mioa�?. Era di proprietA� del mio bisnonno e quindi, in fondo, anche un poa�� mio, solo se i tedeschi non la��avessero fatto saltare in aria con tutto il resto del paese.

Ebbene, la novitA� A? proprio questa: il timbro mi ha rivelato della��esistenza della��albergo fin dalla fine della��800. Ma non oltre il 1897, anno in cui arrivA? il primo treno e le diligenze Fiocca, che collegavano Napoli a Sulmona e La��Aquila cessarono il loro compito.

Quindi in quei tre anni il mio bisnonno Giuseppe trasformA? la��antica Locanda di Posta, dove si fermava la diligenza, nel secondo albergo roccolano, il Monte Maiella. Il primo A? da datarsi anche in quegli anni, se A? vero che il cuoco abruzzese, Angelo Di Sciullo, arrivato con una diligenza al seguito di una famiglia svizzera, intuA� che il primo treno, arrivato da poco, avrebbe soppiantato ben presto col suo fischio la tromba in uso al cocchiere della diligenza e i viaggiatori si sarebbero moltiplicati.

Insomma, con la��aiuto del treno, Roccaraso trasforma ben presto la sua attivitA� pastorale nella attivitA� turistica prima e sciistica appena dopo.

E pensare che il suo concittadino piA? illustre, la��Onorevole Giuseppe Andrea Angeloni, di una famiglia proprietaria di migliaia di capi ovini, cosA� come tante altre nella zona, si era adoperato affinchA� il treno salisse fin quassA? e riscendesse dalla��altra parte per agevolare il trasporto delle greggi e soprattutto dei prodotti della loro attivitA�, che era da secoli padrona del territorio degli Altopiani Maggiori da��Abruzzo.

Poi A? accaduto che ho scritto a Paolino, spero mi consenta cosA� di dargli del tu, per avere una copia della cartolina e invece lui me la��ha voluta regalare. Io non volevo, perchA� queste cose sono sacre per chi le possiede e soprattutto per la maniera in cui ne A? venuto in possesso. Ma lui A? stato perentorio: Questa A? tua, perchA� mi rende felice, sapendo che dopo 117 anni A? tornata nelle mani di un discendente di quel Giuseppe, che da bravo imprenditore, intuA� il futuro di Roccaraso e seppe rigenerare la sua azienda.

Oggi la cartolina A? giunta in mio possesso e credetemi, guardandola un pizzico di emozione mista alla giusta commozione ha pervaso il mio sguardo e perchA� no, il mio cuore.

Grazie Paolino, oltre ad essere stato un bravo pediatra, sei una grande persona, perchA� non A? facile trovarne altre come te. Soprattutto nel proprio paese, allorquando sapendo che uno ne aveva di immagini di un tempo, ed essendo stato invitato a fornirmene una copia dal precedente proprietario, negA? di averle.

La stupiditA� umana in certi casi A? incommensurabile, al solo pensiero che altre immagini avrebbero potuto arricchire la storia sciistica roccolana che ho raccontato. Ma A? andata cosA�. Anzi vi devo confidare, visto che ero alla��inizio delle ricerche che ho compiuto, che quella incomprensibile e quindi stupida negazione ha prodotto in me un effetto dirompente. Da quel giorno mi sono dedicato con inspiegabile vigore a cercare di ridare una��anima al mio paese, almeno quella della��ultimo secolo, se per caso la��anima la si puA? dividere in tanti moduli. E vi devo dire, anzi dovrei scrivere un libro per raccontare tutte le stupende vicissitudini che mi sono capitate lungo il percorso. La maggior parte di esse inimmaginabili. Ma A? notorio: audaces fortuna iuvat.

E vi chiedo, perchA� me lo son chiesto piA? di una volta: che senso ha tenere nascosti determinati documenti nel cassetto di casa senza divulgarli?

Io sono convinto che in quel cassetto non hanno alcun valore. Ea�� come se non esistessero. In effetti non esistono.

Aggiungi un commento

"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

ROCCARASO KAPUTT!

Puoi scaricarlo QUI (32Mb)

© 2013 RoccarasoZoom
Di Ugo Del Castello
Realizzazione Siti: Onesa Srl
Privacy Policy

Nuovo Sito Roccaraso - Altopianimaggiori.com