Inaugurazione monumento Hotel Cinquemiglia

monumento

Pochissime persone sanno che domenica 11 giugno scorso davanti alla��ingresso della��Hotel 5 Miglia A? stato inaugurato un grazioso monumento, che Ennio Cipriani ha voluto dedicare ai propri genitori, unitamente alla sua famiglia e simbolicamente a tutti i genitori che vivono su questi Altopiani.

Ennio mi ha chiamato a tenere un piccolo discorso per la��occasione e ho accettato con gratitudine per la��invito che ha voluto riservarmi. Dopo avermi indicato brevemente quello che A? stato il suo intento, mi ha lasciato libero di parlare agli ospiti intervenuti e io ho interpretato cosA� la��avvenimento.

Benvenuti sulla��Altopiano delle Cinquemiglia, il piA? esteso degli Altopiani Maggiori da��Abruzzo. Il Piano A? attraversato dalla strada che un tempo veniva definita la Via degli Abruzzi, di collegamento tra La��Aquila e Napoli, ma anche Via della Lana, perchA� utilizzata per far giungere al porto di Napoli il prezioso prodotto della pastorizia. Questo grande altopiano A? un luogo ameno, ma non privo di insidie meteorologiche in tutte le stagioni ed in particolare da��inverno, al punto che ancora alla fine della��800 alcuni viandanti che avevano necessitA� di attraversarlo facevano testamento prima di mettersi in viaggio.

Qualche giorno fa ho incontrato casualmente Ennio Cipriani e mi ha confidato che davanti al suo albergo stava collocando un piccolo monumento, dedicato ai suoi genitori, ma simbolicamente anche a tutti genitori che vivono nei quattro paesi di Rivisondoli, Rocca Pia, Pescocostanzo e Roccaraso. Ha poi aggiunto che il monumento in bronzo A? opera della scultrice senese Vittoria Marziari.

Sono rimasto sorpreso dal suo desiderio di vedermi qui, oggi, a tenere questo discorso in merito alla��avvenimento che ha molto a cuore.

Immediatamente in me la sorpresa si A? trasformata in una specie di timore per non essere capace di riuscire nella��intento, frammisto perA? alla consapevolezza di non poter dire di no, non potevo deluderlo, perchA� avevo letto nei suoi occhi la soddisfazione di avermelo chiesto. Sono stati alcuni secondi di incertezza sfociati immediatamente nella��incoscienza, tipica del mio carattere, che perA? spesso si A? rivelata elemento propulsore di tante iniziative che ho posto in essere durante la mia vita, non ultimo aver condotto una complicata ricerca cui A? seguita la scrittura di alcuni libri sulla storia sciistica, turistica e di guerra di Roccaraso e addirittura una piccola fiaba, costruita intorno a un fiore che nasce sulle cime delle montagne piA? alte che ci circondano.

Ho accettato, perchA� ho compreso che A? stata questa attivitA� che ha spinto Ennio ad invitarmi per sostenere la semplice e significativa cerimonia. Poi mi ha consegnato una piccola pubblicazione della scultrice Marziari per farmi conoscere la��artista e la sua attivitA�. A seguire mi ha illustrato in maniera concisa le motivazioni che lo hanno spinto a realizzare questo piccolo monumento e il significato intrinseco della��opera.

CosA�, arrivato a casa ho letto la pubblicazione con il testo critico di Valter Fabbri; ho guardato le immagini delle varie opere realizzate dalla��artista e ho concluso che, evidentemente, non avendo competenze artistiche, il mio intervento si sarebbe dovuto esplicitare semplicemente sulle relazioni che sarei riuscito a intravedere tra i soggetti rappresentati nel monumento, quelli a cui il monumento A? dedicato, la loro storia personale, quella dei luoghi in cui hanno agito e le opere da essi realizzate per la��attivitA� di ospitalitA� turistica di questo territorio.

CosA� ho incominciato a riflettere sulle parole di Ennio, avendo avanti a me ben chiara la��immagine del monumento con un uomo e una donna. Una donna adagiata con il grembo ricco di un essere umano in attesa di vedere la luce, quella luce che si diffonde da��intorno in maniera inconsueta attraverso i riflessi del cristallo posto in cima alla vela.

Il pensiero A? cosA� volato a Carlo Cipriani, padre di Ennio, ardito albergatore, uno dei figli di a�?Papittoa�?, Gregorio Cipriani, che davanti al Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, in visita alla Roccaraso ancora fumante delle macerie della Seconda Guerra Mondiale, alla domanda di che cosa avesse bisogno, rispose semplicemente: A�Una Jeep Presidente, necessaria per trasportare il materiale utile alla ricostruzione del primo albergo di Roccaraso e poi di altri, uno per ogni figlioA�. Il suo bel Albergo Reale, posto al centro di Roccaraso era scomparso sotto le cariche esplosive del Genio dei Paracadutisti della Wermacht, cosA� come erano scomparsi gli altri cinque alberghi che rendevano ricca la��offerta della��ospitalitA� di questo territorio. La��altro suo albergo, il Reale di Rivisondoli era rimasto fortunosamente in piedi nonostante i ripetuti Bactefort attacchi Alleati, in quanto sede degli ufficiali tedeschi di stanza in quella parte della linea Gustav.

Poi i fatti della vita spesso prendono strade impensate e Carlo Cipriani costruA� direttamente il proprio albergo, la��Hotel Suisse e a seguire questo davanti a noi, la��Hotel Cinquemiglia. Il nome Suisse fu la��omaggio piA? significativo fatto alla moglie Gianna Nicollier, donna svizzera trapiantata a Roccaraso, sempre pronta ad un sorriso. CosA� la ricordo, quando la incontravo seduta davanti alla��albergo sito sul viale di Roccaraso e per me riservava un sorriso ancora piA? evidente e gratificante, per via della sua sincera e grande stima e amicizia che condivideva con mio padre. Queste cose non si dimenticano e io non le ho mai dimenticate. Ed A? forse questa la ragione di quella razionale incoscienza nella��aver detto sA� a Ennio per tenere questo discorso.

Ho quindi visto nel grembo bronzeo della donna anche il messaggio che forse Carlo ha impresso nella mente di Ennio nel corso del tempo, memore del genitore che affermA? quella��impegno solenne davanti al Capo dello Stato in quel lontano 1946.

Ennio ha costruito o messo a disposizione dei suoi tre figli ben tre alberghi.

Ma la dedica riservata a questa opera spazia anche ai genitori delle nostre comunitA� che si sono prodigati per lo sviluppo della��industria della��ospitalitA� e che, oggi per tutta una serie di vicissitudini, stentano a trovare il bandolo della matassa per rivitalizzare e rendere maggiormente significativa questa fondamentale attivitA�.

E cosA� a quel grembo pregno di futuro ho voluto attribuire un ulteriore significato, che mi sta molto a cuore, che spero possa rivelarsi profetico. Spero che Ennio sia concorde in merito e soprattutto non me ne voglia se oggi ho osato tanto.

Chi mi conosce sa che da diverso tempo sono fautore di una��idea che mi caratterizza quasi in maniera ossessiva, ma A? avvincente, oso affermare lungimirante e necessaria per rigenerare finalmente la��attivitA� di ospitalitA� di questo territorio che non puA? contemplare solo la��attivitA� sciistica. Il turista sceglie una localitA� di montagna perchA� questa gli offre tutta una serie di opportunitA� che devono consentirgli di vivere intensamente la natura e noi in questo periodo di sensibile difficoltA� dobbiamo adoperarci ulteriormente affinchA� la nostra montagna possa diventare effettivamente attraente.

A? quindi arrivato il momento imprescindibile affinchA� questo territorio, per diventare una destinazione turistica intensamente desiderabile, deve necessariamente sviluppare una��offerta integrata, presentando in un unico bouquet tutte quelle peculiaritA� che caratterizzano ogni singola localitA�.

Credo che sotto questa ottica Ennio Cipriani sia stato lungimirante, egli partendo dalla��Hotel Cinquemiglia ha rafforzato il proprio patrimonio alberghiero estendendolo a Rivisondoli con il Cipriani Park Hotel e ricostruendo su alla��Aremogna lo storico Rifugio Principessa Giovanna. Egli A? stato bravo nel conservare questo nome, perchA� la nostra storia non deve essere dimenticata o calpestata come spesso accade per la scelleratezza di qualcuno. Sono certo che il doppio significato che ha voluto attribuire al piccolo monumento trova anche fondamento in questa sua incessante attivitA�.

Ma affinchA� possa consolidarsi una migliore e piA? efficace organizzazione della stagione sciistica; affinchA� le altre stagioni possano riassumere un valore determinante di efficiente ed efficace complemento ai profitti determinati dal candido manto, a mio giudizio A? necessario che si costituisca un unico ente istituzionale, cioA? un unico comune, con quattro municipi, quelli di Roccaraso, Rivisondoli Pescocostanzo e Rocca Pia. A questo comune, forse peccando di molta presunzione, ma utilizzando un acronimo semplice e realistico, ho attribuito il nome di Ama, cioA? Altopiani Maggiori da��Abruzzo. A? un sogno? Certamente. Ma puA? diventare realizzabile, cosA� come A? accaduto e accade in molte altre parti da��Italia, dove con la fusione di alcuni comuni situati in una��area omogenea, i benefici conseguiti dalle loro economie sono stati evidenti e valorizzanti.

Ecco, caro Ennio, non so se ti ho deluso con queste parole, se ti aspettavi che dicessi altro e in maniera piA? attinente al bronzo fuso del monumento e alle sue forme plastiche, se cosA� fosse non volermene. Io la tua piccola, graziosa e significativa opera la��ho intesa cosA�. Quella��uomo che affianca, protegge e sostiene la donna in quel magnifico stato li ho immaginati cosA�, brevemente e significativamente, seguendo le tue parole, attraversando la tua storia e quella della tua laboriosa famiglia. E guardando quel grembo non potevo non immaginare un auspicio di tal genere, che rispecchia sA� una mia folle idea, ma che poi non credo lo sia piA? di tanto se questo albergo, i tuoi altri alberghi e tutte le altre attivitA� economiche della zona hanno un grande bisogno di essere rilanciati. PerchA� sono sempre piA? convinto che, come accade in tante situazioni della vita degli uomini, sia necessaria una idea folle affinchA� tutto ciA? possa accadere.

E io, grazie alla tua idea, concretizzata dalla scultrice Valeria Marziari, la mia idea da oggi la ripongo in quel grembo. Voglio inoltre affidare insieme a te al cristallo posto in cima al monumento il compito di diffondere una luce nuova e intensa, che illumini le menti degli abitanti degli Altopiani Maggiori da��Abruzzo affinchA� si uniscano per operare in perfetta sincronia.

Grazie Ennio per avermi voluto qui, insieme ai tuoi ospiti, per tenere questo discorso.

  1. Caniglia Ciro

    l.com
    Leggo con vero piacere, gioia e grande gratitudine dell’iniziativa presa dal mio amico.
    Dico amico perché mio padre Gaudenzio aveva con il padre di Ennio e con Ennio stesso un rapporto di stima e di rispetto dovuto alla conoscenza di ciò che il suo antenato ed il mio, rispettivamente in campi diversi, erano riusciti a costruire con enormi sacrifici e impareggiabile impegno. L’amicizia che mi lega a Ennio è perciò parte di quel patrimonio ideale che mio padre Gaudenzio e mia mamma Clara mi hanno lasciato in eredità.
    Finalmente possiamo esultare e rendere omaggio ai nostri antenati, a coloro che hanno indirizzato la nostra vita con il loro esempio e la loro fattività.
    Certo, avrei partecipato con entusiasmo se avessi saputo cosa Ennio voleva regalarci.
    Sarà Mio piacere, appena sul Piano delle Cinque Miglia, andare a omaggiare la scultura e con essa ciò che rappresenta.
    Approfitto, caro Ugo, per farmi complice di quello che è il Tuo sogno sullo sviluppo dei Nostri quattro paesi. L’evoluzione del turismo montano, sia invernale che estivo, deve basarsi su un blocco unico di iniziative anche se nel rispetto delle peculiarità e delle tradizioni dei vari paesi. E’ fondamentale andare oltre le motivazioni campanilistiche oggi più che mai. Una realtà, come quella odierna, in rapido mutamento, richiede risposte e strategie comuni non soltanto in termini economici ma anche e soprattutto culturali.
    Un abbraccio affettuoso a tutti voi da parte dell’intera famiglia Caniglia

    giugno 29th, 2017 //

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