IL CANDORE DI UN DOLCE SBOCCIATO DAL CUORE

primopiano

Sono tante le brave persone con le quali ho avuto a che fare nel corso della mia vita. Persone serie, rispettose di una reciproca stima, chi per una ragione, chi per un’altra. E nell’ambito della mia attivitA� di ricerca e divulgazione della storia sciistica e turistica del mio paese ne ho incontrate diverse. Per i rapporti che ho avuto con loro dovrei scrivere un libro apposta per raccogliere ciA? che hanno fatto per me, per come si sono espresse nei miei confronti, per quanto hanno donato attraverso me alla ” mia Roccaraso”, alla nostra Roccaraso. Quella alla quale tanta gente A? legata effettivamente e affettivamente, concittadini e “forestieri”, come amo definire loro da reminiscenze adolescenziali con tanto affetto.

Ebbene, negli ultimi giorni se n’A? aggiunta un altra, anzi due. Si chiamano: Raffaele che A? roccolano come me, e Cinzia, “forestiera”, ma no, proprio no. Sono due chef, ma che dico, di piA? tra di loro. Sono i due bravi chef del ristorante “ChichibA�o. A loro ho chiesto di inventare, per la ormai nota storia del primato della SCUOLA TECNICA DI SCI, un dolce in onore dei tre maestri cortinesi che a Roccaraso fondarono nel 1931, “prima in Italia riconosciuta dalla Federazione Italiana dello Sci (F.I.S.).

Grazie ragazzi, siete stati straordinari, non avrei mai immaginato che la vostra bravura si elevasse a tanto. Anzi, devo confessarvi che lo speravo. Lo speravo perchA� ero certo che il vostro grande maestro Niko Romito avesse lasciato nella vostra mente e nel vostro cuore il giusto insegnamento.

Ed ecco che avete messo insieme un cilindro di mousse di yogurt dei nostri Altopiani. Rappresenta la��Altopiano dell’Aremogna, quello che solcarono con gli sci i tre maestri. Esso A? contornato dalle cime delle montagne innevate composte di candida meringa. E poi le mie Pulsatille! Pensate, ben tre sbocciate addirittura tra la neve, sono di zucchero con al centro gli stami di giallo polline. Alla base tre leggiadri sci di zucchero caramellato. Uno per Ferdinando, uno per Renato e uno per Paolino.

Perfetto! Tutto come non sarei mai Bactefort riuscito ad immaginare.

Non aggiungo altro perchA� dopo la perfezione non ci devono essere piA? parole, sarebbero inutili e irriverenti. Solo un virtuale, affettuoso e grandissimo abbraccio.

Grazie Raffaele! Grazie Cinzia e a te, a�?ragazzoa�? permettendo, un delicato bacio sulla fronte.

Roccaraso ve ne darA� merito.

P.S. Raffaele e Cinzia, scusate la manipolazione, ma alla fine della vostra composizione e della registrazione per la trasmissione Mezzogiorno Italia, ho visto la��ultimo fiore che era rimasto in disparte in un piatto e ho detto tra me e me: <<poverino, non puA? restare da solo>> e cosA� la��ho poggiato dove vedete. Direi che puA? essere considerato la nostra Roccaraso. Sono certo che non mi redarguirete.

"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

ROCCARASO KAPUTT!

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