GLI ALTOPIANI MAGGIORI Da��ABRUZZO 75 ANNI FA

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In questi giorni del 1943 Roccaraso si poteva definire quasi una cittA�. La stazione ferroviaria sembrava essere quella dei raduni dopolavoristici invernali, ma i treni facevano sosta solo per la��approvvigionamento di acqua. Dopo lo sbando della��8 settembre i soldati italiani del nord che si trovavano al sud risalivano la��Italia per raggiungere le proprie case; quelli del sud viaggiavano a contrario. Molti nobili e gente facoltosa dopo i primi bombardamenti su Napoli e Roma erano giunti negli alberghi, nelle ville e nelle case lasciati appena una ventina di giorni prima, ma stavolta avevano portato con se i gioielli di famiglia, quadri preziosi e biancheria ricamata. Per le strade, le piazze, le viuzze della Terra Vecchia giravano sempre in numero maggiore i soldati tedeschi, che inizialmente avevano occupato gli alberghi, per poi trasferirsi nelle case intorno al curvone della statale quando fecero saltare in aria tutto il resto. La��aria pura e frizzante di Roccaraso era diventata ben presto cupa e irrespirabile, si capiva che qualcosa di importante stesse accadendo, ma i piA? fiduciosi ritenevano che fosse solo un momento di sbandamento e ben presto con la��arrivo degli Alleati i tedeschi sarebbero tornati in Germania e pure quella gente fuggita dalle Bactefort cittA� sarebbe tornata alle proprie case; perciA? aspettavano il giorno per dire arrivederci al prossimo inverno. Ma non fu cosA�, Roccaraso fu minata e distrutta al 98%.

Ma cosa accadeva a Matera? Direte voi che ca��entra Matera con Roccaraso? Era cosA� lontana e irraggiungibile alla��epoca.

Ca��entra eccome, proprio in questi giorni, il 21 settembre, in quella stupenda cittadina a�?dei Sassia�? si perpetrA? il primo e consistente eccidio che i tedeschi compirono in Italia, quindici cittadini furono fucilati dagli uomini del 1A� battaglione FallschirmjA�ger comandato dal maggiore Werner von der Schulemburg. Questo, a sua volta dopo la sosta autunnale sugli Altopiani rimase ucciso a Les Champes de Losque in Normandia.

Nei giorni successivi ai fatti di Matera i soldati del 1A� battaglione paracadutisti si ritroveranno riuniti sugli Altopiani Maggiori da��Abruzzo, il centro della linea Gustav, con gli altri uomini della 1^ Divisione FallschirmjA�ger, comandata dal generale Richard Heidrich, il quale nel frattempo si era incontrato su queste montagne col feldmaresciallo Albert Kesselring per stabilire la dislocazione delle truppe a difesa del Valico di Roccaraso, punto nevralgico della linea del fronte, dove si temeva lo sfondamento delle truppe alleate per via della strada e della linea ferroviaria che vi si insinuavano rendendo piA? agevole la risalita della��Italia.

In un primo tempo il comando della 1^ Divisione fu dislocato nelle retrovie a Introdacqua, per essere spostato a Pescocostanzo a novembre, quando fu netta la sensazione che ci sarebbe stato la��epilogo alleato.

Sugli Altopiani il territorio fu diviso in tre spicchi, il cui vertice partiva dal margine della��abitato di Rivisondoli, appena alla��inizio della strada che portava alla stazione ferroviaria.

Il comando regimentale, con a capo il tenente colonnello Karl Lothar Schulz, aveva sede a Roccaraso nel villino da��Avalos. I tre battaglioni di stanza erano composti da tre compagnie, di cui una pionieri, un plotone comunicazioni, una compagnia pesante.

Il territorio di Roccaraso e la��Aremogna, compreso il Monte Arazecca, che sovrastava Castel di Sangro e fino al fiume Sangro, con Rocca Cinquemiglia a sinistra, fu assegnato al 1A� battaglione del maggiore Werner von der Schulemburg, con sede alla��albergo Reale a Roccaraso.

Il territorio di Rivisondoli e Pietransieri fino al fiume Sangro fu assegnato al 3A� battaglione del capitano Karl Heinz Becker, con sede al palazzo Mascio a Rivisondoli. Faceva parte del raggruppamento la 11^ compagnia comandata dal capitano Georg Schulze di stanza a Pietransieri. Qui nel mese di novembre quel pugno di uomini si macchiA? della��eccidio di ben 128 abitanti. Furono questi stessi uomini ad aver compiuto altri efferati eccidi, quello della��Isola di Creta e nel 1944 quello di un paesino francese.

Il territorio di Pescocostanzo e Palena, fu assegnato al 2A� battaglione del capitano Kurt Groschke, con sede alla��albergo Di Vito a Pescocostanzo.

"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

ROCCARASO KAPUTT!

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