E ADESSO ARRANGIATEVI !!!

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Più o meno una decina di anni fa la Catena Alberghiera Hilton aveva individuato Roccaraso o per meglio dire gli Altopiani Maggiori d’Abruzzo come luogo dove realizzare un grande ed elegante golf resort.

L’ area interessata probabilmente poteva essere quella che è l’ ideale anello di congiunzione tra i tre comuni degli Altopiani e precisamente lo stesso luogo dove alcuni anni prima ci fu un tentativo di costruire la cosiddetta Città del cavallo, recuperando e amplificando le strutture di un’attività agricola che non ha avuto successo. Il territorio adiacente, con la sua morfologia, ben si presta alla costruzione di un campo di golf addirittura a 18 buche.

Sia nella prima ipotesi che nella seconda e ancora meglio se tutte e due, ci sarebbe stata quella svolta epocale tanto invocata per riempire di contenuti attraenti l’estate e le cosiddette stagioni di mezzo. Non riesco ad immaginare cose ne sarebbe potuto seguire in termini di indotto per le attività alberghiere, che languono; per le attività commerciali che sono quasi comparse; per il patrimonio edilizio delle seconde case che è abbandonato e quasi in rovina. E chi più ne ha più ne metta.

Se a queste eccellenti attività si fosse aggiunta da parte delle amministrazioni comunali la tutela della linea ferroviaria, stimolando gli enti interessati (RFI, Regione e Provincia) a far si che si fosse attuata la riconversione da linea passeggeri in linea turistica, beh, allora saremmo saliti tra i primissimi posti in Italia in una ipotetica graduatoria di destinazione turistica globale. L’ ulteriore iniziativa avrebbe dovuto coinvolgere gli chef stellati d’Abruzzo e l’Istituto Alberghiero di Roccaraso per dotare il convoglio ferroviario di caratteristiche carrozze ristorante, dove i prodotti agricoli e zootecnici del territorio da Sulmona a Isernia avrebbero trovato la loro naturale esaltazione.

L’ aeroporto di Pescara è a soli 100 chilometri e forse nel tempo si sarebbe rimesso mano ad un funzionale aeroporto turistico sul Piano delle Cinquemiglia. Le cui tracce abbastanza avanzate si attestano a cavallo degli anni ‘60/’70.

Ho dato a queste mie riflessioni un titolo provocatorio, mirato esclusivamente a risvegliare le coscienze della comunità integrata degli altopiani, di quelle politiche e imprenditoriali. Probabilmente il treno è passato e quando il treno passa non torna più.

Io invece, avendo gettato il seme sul terreno di questi Piani, voglio essere fiducioso che l’ intera comunità possa riflettere e stimolare attivamente i propri rappresentanti per indurli a tornare sui loro passi, a cercare di recuperare, se possibile, quelle iniziative, e semmai ciò fosse ancora attuabile a sostenerle e a governarle per il rispetto del territorio e dell’ambiente. Perché questo territorio ha un urgente bisogno di rigenerarsi, con intelligenza, lungimiranza, e perché no, anche con l’ aiuto di forze esterne. È però d’obbligo il ripudio totale di una latente e pericolosa ripresa dell’attività di costruzione di seconde case.

È possibile che una cosa del genere possa accadere? Io dico di si. E voi che ne pensate?

Badate bene non è sufficiente solo pensare e pensare positivamente, è poi indispensabile ed urgente agire. Altrimenti è finita!

"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

ROCCARASO KAPUTT!

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