Cosa direbbe, anzi, cosa farebbe oggi uno come Papitto?

Progetto26

Sono così testardo, ma tanto tanto attento e appassionato al mio paese, al suo dovere di presentarsi al turista in maniera eccellente, e di conseguenza al suo benessere, che succede anche a me, così come credo che succeda un po’ a tutti, di avere momenti di ripensamento per le cose affermate e sostenute in maniera puntigliosa e vibrata. E le domande che mi pongo sono più o meno queste: Ho esagerato? Possibile che vado a scovare cose che nessuno vede? Possibile che metto il naso un po’ dovunque? Dovrei stare zitto? E così via dicendo. Se poi ci aggiungo che spesso mi busco solenni cazziatoni da moglie e figli, dovrei proprio smetterla una volta per tutte e lasciare andare le cose così come accadono, senza dargli troppa importanza, tanto chi compie determinate azioni ha ricevuto solennemente l’incarico di “accudire” Roccaraso e io che non conto proprio un bel niente non ho proprio il diritto di esternare i miei pensieri al riguardo. Neppure da cittadino nato e vissuto sempre qui.

Caro Ugo devi tacere e devi pentirti di tutto ciò che sostieni e che vorresti si faccia in maniera diversa. Tu non hai il diritto di esprimerti così come fai, non ti è consentito, neppure da cittadino appassionato di questa località turistica. Le tue storie ricercate e raccontate in maniera certosina, i documenti, le immagini, le foto che hai scovato e che ti hanno fatto scoprire per primo una Roccaraso diversa, una Roccaraso che funzionava più o meno come vorresti che accada oggi, sia pure con tutte le revisioni e modifiche dettate dal tempo che viviamo, hanno fatto la loro storia, oggi non è più così, oggi tutto è diverso, l’attività di ospitalità deve essere diversa. Il Podestà dell’epoca che consigliava ai colleghi albergatori di installare delle luci azzurrate per illuminare in mezzo alla neve i loro alberghi non ha più senso di esistere. Quindi taci!

Insomma non posso negarlo che un certo conflitto interiore ogni tanto mi attanaglia, mi fa riflettere che forse sto sbagliando.

E vabbè, qualche volta mi sono quasi convinto che così debba essere. Poi, però riflettendoci su e rimuginando tra me e me, è riapparsa quella visione che resta indelebile nella mia mente e che nessuno può riuscire appena a scalfire: Noo! Roccaraso e questi Altopiani non possono essere così; non possono essere trattati in questo modo e soprattutto ogni cittadino ha il dovere di guardarli in maniera diversa. L’apatia, il menefreghismo, “tanto c’è chi ci pensa, li abbiamo delegati apposta”, “tanto prima o poi la neve cade e risolve in quattro e quattr’otto ogni problema”. “Che ce ne frega se sale qualcuno da laggiù, per comandare le cose di quassù”. E così via dicendo nella più stupida e totale negligenza.

Poi accade che su Messenger mi arriva un messaggio che vi trascrivo. “Che brutta sorpresa tra i vicoletti di Pesco con la musica sparata a tutto volume da altoparlanti gracchianti. Ma lo sanno che la gente viene nei paesini per cercare la quieta dal frastuono delle città. Ma che accoglienza è e che senso ha ricreare quel rumore di fondo? Faceva paura il dolce rintocco  delle campane, il fischio del vento, l’eco dei passi sul selciato? Questa musica distorta, in tutti i sensi. C’è  perfino chi dice che richiama quella imposta ai prigionieri dei lager. Mi dicono anche di un’Immacolata gestita malissimo, con mercatino falso e ridicolo (pupazzoni con musica martellante). Ma soprattutto con centinaia di persone scaricate, senza alcuna organizzazione logistica, dal trenino della Transiberiana, con panino al sacco (altro che chef e gastronomia locale, come predichi da tempo tu). Questo turismo d’assalto non serve a nulla e non lascia nulla (né ai gitanti, né al paese). Se il trenino lo usano così è meglio lasciar perdere”.

E’ un giornalista romano che conosco molto, ma molto bene e che conosce molto, ma molto bene questi Altopiani e queste montagne, perché ci gira sopra per lungo e in largo ogni stagione dell’anno e in un certo posto ci tiene pure casa. Quindi osservatore attento, appassionato e giustamente critico. Come me, in fondo.

La giusta e accorata osservazione è perfettamente sovrapponibile su Roccaraso e in ogni luogo di questo territorio dove dovesse accadere una cosa simile; l’unica differenza è il bel centro storico di Pesco violentato così. Ma il risultato non cambia.

Questo è l’ultimo messaggio in ordine di tempo, ma tante e tante persone che mi hanno conosciuto e stimato per le cose che ho raccontato, mi fermano d’inverno e d’estate per dirmi cose più o meno di questo tipo. Cose che riguardano Roccaraso e gli altri paesi. Cose che la gente che ci frequenta vorrebbe che non accadessero mai. E’ il caso di dire che sono loro a guardare con interesse e dispiacere a ciò che invece dovrebbe riguardare ognuno di noi. E noi invece guardiamo altrove, noi abbiamo delegato, perfino a chi non è di quassù e non ce ne può fregare più di tanto.

E allora, caro Ugo riprenditi un po’. Quando rimugini dentro di te, fallo esclusivamente per cercare una visione delle cose ancora più attinente alla realtà. Non sbagliavi affatto quando hai parlato sotto le precedenti amministrazioni del sale gettato in maniera disgustosa sulle strade del paese e che tutto ha bruciato, scrostato e distrutto, senza risolvere i problemi di traffico (1° gennaio 2015 docet). Non sbagliavi affatto quando hai sonoramente redarguito per le canzoni e canzonette sparate dovunque a costi esorbitanti e mal destinati. Non sbagliavi affatto due anni fa quando rimanesti deluso della sola visione dei coppi dei tetti di Pescocostanzo ripresi dall’elicottero della trasmissione LINEAVERDE, che parlando di quassù poi andò fuori tema proponendo il Laboratorio del Gran Sasso; che c’entrava con noi? Perchè non c’è una cabina di regia che rappresenti in maniera efficace e unitaria questo territorio. Non sbagliavi affatto quando qualche giorno fa hai fatto notare che all’imbocco di Via Aldo Moro e Via Alcide De Gasperi sono installati cartelli che avvisano il turista di non calpestare le aiuole, in una zona che è un dirupo di montagna… e che nessuno si è preso la briga di smontare. Non hai sbagliato affatto quando hai criticato mobilità insostenibili a fronte di un trenino che dovrebbe essere il motore propulsore della ripresa non di Roccaraso, ma dell’intera area che abbraccia addirittura ben due regioni, con tutto quel ben di Dio che posseggono e che dovrebbe essere, questo sì sostenuto in maniera esemplare.

Non sbagliavi, non sbagliavi. Non sbaglierai mai, ogni volta che guarderai al tuo paese come lo guardi tu e come vorresti che fosse, Come vorresti che fossero questi Altopiani. Non scoraggiarti, perché il turista è con te. Vedi, ti arrivano anche messaggi precisi e puntuali.

Una cosa devo aggiungere, perché altrimenti è inevitabile che da più parti si dica: questa è presunzione, ma da solo dove vai? Certo il mio sogno più grande è che finalmente tanti concittadini incomincino a pensare seriamente alle cose come me e che finalmente le manifestino con passione e interesse. Perché di una cosa sono seriamente convinto: sicuramente il confronto delle idee è la cosa migliore e più efficace per crescere. Ma con chi mi confronto? Questo è il dilemma che mi attanaglia sempre più… cara la mia Roccaraso… cari i miei Altopiani.

Cosa direbbe, anzi cosa farebbe oggi uno come Papitto?

Turisti di una volta davanti all’Hotel Savoia

 

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"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

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