COSE DA PAZZI !

Pontepalazzetto

Ormai tutti mi conoscono per essere l’acerrimo nemico dei cantanti che si esibiscono annualmente nel palaghiaccio di Roccaraso.

E si, perché questa è l’opinione comune che si è diffusa, complice la malvagia interpretazione perpetrata da chi dice che io remi contro questo paese. Qualche anno fa sono diventato famoso per questo remare contro pure sui giornali. Lo specificò persino Teleaesse.it., quando in occasione della venuta di Emma Marrone, prima pubblicò un mio articolo in merito allo sperpero di denaro e poi, sonoramente redarguita, mi smentì, mentendo a se stessa. Mah!!!

Falso, nulla di più falso e tendenzioso. Figuriamoci se io possa essere nemico di Massimo Ranieri o di Gianni Morandi, lasciamo perdere gli altri.

Che sia chiaro una volta per tutte. Io non ce l’ho con i cantanti. Possono anche venire a Roccaraso, ma sia ulteriormente ben chiaro: la Società ACD, che gestisce il palaghiaccio, non deve rimetterci il becco di un quattrino, se non per le spese di ospitalità dovute all’uso della struttura sportiva. Questo deve essere il contributo concesso agli organizzatori, che sono semplicemente degli imprenditori privati.

Se è vero che ogni volta che qualcuno canta lì dentro non c’è una perdita consistente di denaro si pubblichino i rendiconti analitici degli ultimi dieci anni per dimostrare inconfutabilmente che la ricorrente operazione canora porta un indiscusso beneficio a questa località, oltre a quello consistente che viene assicurato volta per volta agli alberghi e ai locali commerciali. Ci credete? Io no! Quello poi relativo all’elevazione dell’immagine di questa località è sotto gli occhi di tutti. Addirittura quest’anno, sbandierata ai 4 venti, si è incominciata la stagione il 3 di maggio con quelli del VOLO e i flussi turistici si sarebbero moltiplicati come i pani e i pesci di biblica memoria. È stato un deserto, è quasi un deserto, che quello del Sinai è uno scherzo della natura in confronto.

Ipotizzando una perdita nei bilanci della società ACD di una cifra media di 20mila euro a spettacolo e conteggiandone una decina abbiamo la modica cifra di 200mila euro sonanti, anzi cantanti.

Ho sempre sostenuto, anche perché è cosa notoria, che la prima cosa da fare dentro quel palaghiaccio è una adeguata insonorizzazione. Io come roccolano mi sono vergognato ripetutamente in tutte le manifestazioni sportive cui ho assistito, dove, specialmente per il pattinaggio artistico è fondamentale che l’atleta abbia una precisa ricezione del brano musicale, ma anche il pubblico, che si diletta ad osservarlo, deve recepire in maniera precisa e piacevole il brano musicale. Ebbene no. In quel palaghiaccio è il caos sonoro. E lo è ancor più allor quando si ospitano appunto cantanti di grido, i quali tecnici del suono impazziscono letteralmente per adeguare i loro impianti all’infausto riverbero di suoni impazziti. Non ci riescono mai, perchè è impossibile.

Quindi ho sempre aggiunto che quei soldi, se effettivamente buttati in canzoni e canzonette (deficit), dovevano essere impiegati per adeguare l’insonorizzazione della struttura. 200mila euro non sono uno scherzo e probabilmente sono più che sufficienti per adempiere al doveroso atto della mano pubblica che deve obbligatoriamente mantenere ogni impianto sportivo in condizioni ottimali. È un dovere imposto dalle più elementari norme di carattere istituzionale, che obbligano gli amministratori pubblici ad operare per il bene della comunità e non a cantare a squarciagola e costantemente in maniera sguaiata.

Quello della insonorizzazione delle strutture sportive, ma anche di auditorium e altre strutture similari, è un problema comune, basti pensare all’Auditorium della musica di Roma progettato dal grande Renzo Piano e che tanti grattacapi in merito ha dato per arrivare al perfetto equilibrio sonoro.

Il nostro palaghiaccio non è da meno e perciò deve essere al più presto sistemato. Ma come si fa a sistemarlo dirà chi è in malafede: se i denari non ci sono?

Beh! credo di non dovere aggiungere altro se non che questa ennesima riflessione di tipo ferragostano è stata suggerita dalla immagine del palazzetto di Ponte di Legno che ieri ha ospitato la tradizionale galoppata leghista con l’esuberante fantino Salvini. Se guardate con attenzione sul soffitto in legno noterete in maniera inconfutabile decine e decine di pannelli insonorizzanti. Lo si faccia anche qui e al più presto, perchè non è più un dovere: è un obbligo!

Cara Roccaraso, cari roccolani è giunta l’ora di svegliarvi perché io non ce la faccio al solo pensiero che qualcun altro possa tornare a urlare in quella bolgia di note impazzite.

Ma la mia preoccupazione è quasi insignificante rispetto alle esigenze del turista che sono disattese.

E il turista ormai ci disattende sempre più. Basta girarsi intorno: altro che si è incominciato a volare già dal 3 di maggio.

Cose da pazzi! Anzi da inetti.

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"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

ROCCARASO KAPUTT!

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