MA NO, E’ SOLO UNA DISPUTA E PERCIO’ AD ONOR DEL VERO ADESSO COME LA METTIAMO ?

Pompaninsmall

Articolo pubblicato sul quotidiano IL CENTRO del 4 gennaio 2018, pag. 37

È guerra? Addirittura! Ma no.

Allora è una disputa? Si e no.

“Si”. Perché ci sono di mezzo due località sciistiche. Una che nientepopòdimenochè si chiama Cortina d’Ampezzo e l’altra meno blasonata, ma pur sempre collocata nell’alta classifica, che è Roccaraso.

“No”. La disputa non dovrebbe esserci, perché ci sono documenti storici che potrebbero evitarla. Il primo è il n. 14 della rivista NEVE SPORT del 1983 dove c’è un’intervista rilasciata dallo sciatore cortinese Renato Valle; il secondo è un articolo pubblicato sulla GAZZETTA DELLO SPORT del 22 marzo 1933.

A questo punto è necessario trascrivere testualmente qualche riga di storia sciistica tratta dai due documenti per soddisfare la vostra curiosità e arrivare al dunque della questione.

Da NEVE SPORT n. 14 del 1983: «…Renato racconta una cosa curiosa, che lo sci alpino ebbe culla nel Meridione, per l’esattezza a Roccaraso. La prima discesa e il primo slalom furono organizzati dallo “Sci 18” di Cortina, proprio a Roccaraso. Quelli dello Sci 18 avevano visto il Kandahar e gli era entrato nel sangue. Renato Valle è categorico nell’assegnare a Roccaraso il prezioso riconoscimento. E d’altronde la più completa storia dello sci italiano, quella del generale Francesco Vida, non mi pare che chiarisca il dubbio. Si faceva fondo un po’ dappertutto e con molta passione. Lo sci alpino veniva, al massimo, abbinato in combinata appunto con il fondo. Dunque nel 1930 Cortina andò al Sud. Questa storia pone quindi all’attenzione degli appassionati due considerazioni importanti e curiose: oggi il più popolare degli sport invernali è lo sci alpino, allora era il fondo, oggi si fa sci alpino soprattutto al Nord, allora le gare più importanti si facevano nel Meridione. Ma il Nord strappò quasi subito il timone al Sud. Nel 1931 a Cortina si tennero i primi campionati italiani maschili, dove Renato arrivò secondo dopo Severino Menardi. I due fratelli, Renato e Ferdinando, erano autentici pionieri ed esploratori del meraviglioso mondo nascente. Frequentavano Sankt Anton per capire cosa vi si faceva e come. Nel 1931 Ferdinando fondò a Roccaraso una scuola di sci, autorizzata dalla Federazione. Il Meridione ancora in prima linea con l’aiuto della gente del Nord…». I primi campionati femminili si svolsero lo stesso anno a Roccaraso e vinse Paola Wiesinger.

Dalla GAZZETTA DELLO SPORT del 22 marzo 1933: «Campioni nazionali di sci a Roma. Reduci da Roccaraso ove dirigevano la “Scuola Tecnica di Sci”, l’unica in Italia riconosciuta dalla F.I.S., sono giunti a Roma i Fratelli Ferdinando, Renato Valle e Paolino Pompanin, ospiti dello Sci Club Audacius…».

Questo secondo documento lo ricevetti da Giovanni, figlio di Renato quando nel maggio del 2002 fui suo ospite. Egli mi regalò anche un prezioso dépliant della Scuola Tecnica di Sci di Roccaraso.

Questa è la storia.

Poi accade che sul quotidiano LIBERO di domenica 10 dicembre scorso, a pag. 18 mi appare un articolo sulla Cortina odierna, della sua ritrovata mondanità nel Week End dell’Immacolata, dei preparativi per i Mondiali del 2021 e poi degli 84 anni della Scuola di Sci Cortina, che viene definita dal suo attuale presidente Giovanni Alverà “la più antica d’Italia” e proseguendo “la prima in Italia riconosciuta dalla Fisi”.

E qui parte la disputa, mai una guerra, ci mancherebbe! Perché non ha senso, ed anche per un’altra ragione particolare, che onora Roccaraso. Infatti, proprio per il legame che così si creò con la località ampezzana, Roccaraso viene definita la “Cortina del sud”.

Caro Giovanni Alverà, lei dichiara che la sua Scuola di Sci Cortina, nata nel 1933 è stata la prima riconosciuta dalla Fisi (Federazione Italiana Sport Invernali). Io direi che se tra quel 1933 e il nostro 1931 non ce n’è un’altra di scuola, voi siete secondi, la nostra è più antica e per dipiù è anche l’unica ad essere stata riconosciuta in Italia prima del 1933 dalla Fis (Federazione Italiana dello Sci). Credo che il primato appartenga a Roccaraso. E manco a farlo apposta è stato impresso nella storia dello sci, da tre famosi sciatori cortinesi giunti a Roccaraso nel lontano 1930.

Comunque ho cercato di dare una spiegazione a questo simpatico, ma anche importante primato a questo punto conteso tra due località che fanno onore alla montagna italiana con le loro piste, i loro impianti e le loro attività sciistiche più o meno importanti. Ma per essere più chiaro e convincente è necessario precisare al lettore sprovveduto che nel 1908 nacque l’Unione Ski Clubs Italiani (Usci); nel 1913 l’unione venne riorganizzata e ribattezzata col nome Federazione Italiana dello Ski (Fis); nel 1920 l’organismo venne rifondato conservando il nome di Federazione Italiana dello Sci (Fis); e nel 1933 divenne definitivamente la Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi) avocando a se anche le competenze del bob. Processo avvenuto senza soluzione di continuità attraverso l’unico ed ufficiale organismo centrale dello sci italiano.

Quindi se si prende alla lettera ciò che ha affermato il presidente della Scuola di Sci Cortina, risulta semplicemente che la loro è stata la “prima scuola di sci riconosciuta dalla Fisi” nel 1933, anno in cui è nata sia la scuola, sia la federazione. La nostra era invece “l’unica riconosciuta dalla Fis” già nel marzo del 1933, quando i tre cortinesi arrivarono a Roma, ospiti dello Sci Club Audacius.

Perciò, alla stregua di queste considerazioni, ritengo sia possibile affermare, contrariamente a quanto afferma il presidente Giovanni Alverà che: la prima scuola di sci riconosciuta in Italia in assoluto fu quella fondata a Roccaraso nel 1931 dai cortinesi Ferdinando, Renato Valle e Paolino Pompanin, col nome di SCUOLA TECNICA DI SCI; e unica riconosciuta della Federazione Italiana dello Sci (Fis) prima del 22 marzo 1933

Credo che questa precisazione sia doverosa in relazione al valore che rivestono i primati di qualsiasi genere e caratterizzanti le varie attività e organizzazioni della vita umana. La storia non s’imprigiona.

A meno che “qualcun altro” smonti pezzo per pezzo queste affermazioni e attraverso l’esibizione di altri e sconosciuti documenti ci conduca sulla strada giusta, se diversa.

"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

ROCCARASO KAPUTT!

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