A ROCCARASO CI FURONO ANCHE LORO, FERROVIERI E ATLETI

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Se si puA? trovare un punto di sintesi tra i benefici che portA? la linea ferroviaria Sulmona-Isernia alla comunitA� di Roccaraso e la conseguente attivitA� sciistica che ne derivA? e che si sviluppA?, appunto, in questa che diventA? cosA� una delle localitA� da��A�lite della montagna italiana, questo A? la��anno 1955 ed in particolare una manifestazione sciistica che si svolse sulle montagne piA? alte che la circondano.

Nel periodo anteguerra era stato Bactefort notevole il movimento di sciatori che convergevano da��inverno alla stazione di Roccaraso. E i treni della neve le domeniche non trovavano posto nella stazione, per cui, scaricati i viaggiatori, andavano a parcheggiare alle stazioni di Rivisondoli, Palena e in caso di qualche manifestazione importante anche a quella di Castel di Sangro.

Ricorreva il Cinquantenario delle Ferrovie Italiane e fu per questa ragione che la Federazione Internazionale dei Dopolavoro Ferroviari, in vista della riapertura della linea ferroviaria tra Roccaraso e Castel di Sangro, ultimo tratto per il completamento della tratta, che poi avvenne nella��autunno del 1955, assegnA? a Roccaraso il 2A� CAMPIONATO INTERNAZIONALE DEI FERROVIERI.

Erano gli anni della cosiddetta a�?Cortina di Ferroa�?, termine utilizzato a occidente per indicare la linea di confine che divise l’Europa in due zone separate di influenza politica, dalla fine della seconda guerra mondiale alla fine della guerra fredda. E per questa ragione anche Roccaraso assaporA? in quella occasione gli effetti di quella divisione. Addirittura durante i giorni di una manifestazione sciistica che dovrebbe essere un momento di libertA� per gli atleti e di condivisione di rapporti umani scevri da ogni forma di odio, soprattutto se conseguenti al Secondo Conflitto Mondiale. Ma gli atleti sono vigorosi e se decidono di fuggire, anche in mezzo alla neve, per acquisire concretamente e definitivamente la propria libertA�, fuggono.

Roccaraso, quindi organizzA? la manifestazione nei giorni dal 24 al 27 febbraio, che si rivelA? una competizione particolare per due ragioni. La prima, perchA� la neve quella��inverno cadde solo oltre i 1500 metri; la seconda perchA� parteciparono gli atleti della Jugoslavia.

Le discipline sciistiche furono spostate alla��Aremogna dove si arrivava ancora a piedi, ma per via della carenza di neve almeno il tragitto risultA? agevolato alla salita in jeep o su autocarri. Le gare di fondo si svolsero intorno al pianoro di Valle Verde fino a percorrere il tratto in alta quota che va dalle Toppe del Tesoro a Montepratello. Ci furono diversi problemi respiratori per gli atleti che non erano abituati a gareggiare a quella quota, ma fu la��unico modo per non annullare la manifestazione.

Ma la situazione piA? preoccupante, che destA? problemi logistici e di controllo delle varie gare fu determinata proprio dalla partecipazione degli atleti jugoslavi, i quali, in quel periodo di regime del generale Tito, furono accompagnati dalla polizia politica, che li seguiva dovunque. PerciA? ogni camera da��albergo che li ospitava doveva avere due letti, uno per la��atleta e la��altro per il poliziotto, il quale durante le gare lo seguiva sugli sci, a dovuta distanza, per evitare la sua squalifica, ma in modo tale da impedirne la fuga tra le montagne.

"Nella vita non contano i passi che fai, ne le scarpe che usi, ma le impronte che lasci."

ROCCARASO KAPUTT!

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